PREMIO PACELLI
per la storia delle istituzioni
Mario Pacelli (Roma 1933 Roma 2023) è stato tra i maggiori storici delle istituzioni dell’Italia contemporanea, in particolare del Parlamento italiano. Al suo attivo una decina di volumi e numerosi saggi. Interno Montecitorio, il suo libro più celebre, è un classico per documentazione accuratezza lucidità di analisi.
Pacelli è stato a lungo funzionario della Camera dei deputati dove ebbe tra l’altro la responsabilità delle commissioni d’inchiesta in anni in cui il Parlamento indagò sulla Mafia, la P2, il Caso Moro, Gladio. Fu tra i fondatori di Italia nostra, oltre a essere docente di Diritto pubblico e commentatore del Corriere della Sera e del Messaggero.
L’associazione degli Alunni del Seminario di studi e ricerche parlamentari Silvano Tosi, nel ricordo della dell’amico, ha organizzato, con la collaborazione delle due Camere del Parlamento, un premio destinato agli studiosi della storia istituzionale italiana e in particolare del Parlamento. Il premio consiste in una medaglia che verrà attribuita ogni anno a uno studioso che si è distinto nei temi oggetti del premio, la giuria è composta dal direttivo dell’Associazione, dai segretari generali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Il direttivo dell’Associazione potrà cooptare il vincitore del premio della giuria per l’anno successivo.
Il premio Pacelli 2025 è stato attribuito all’unanimità a Luigi Ciaurro. Il vincitore è tra i più autorevoli studiosi di Diritto parlamentare ed autore di un manuale della disciplina apprezzato per completezza e sistematicità. L’approccio teorico è stato accompagnato da una lunga pratica quotidiana del Parlamento, quale funzionario che si è conclusa come Direttore del Senato della Repubblica. Lasciato palazzo Madama, Ciaurro è ora professore associato di Diritto costituzionale, incarico nel quale esprime al meglio le grandi qualità di conoscenza, pacatezza e moderazione che lo hanno imposto come sicuro punto di riferimento per colleghi, politici e giornalisti. Tra le sue opere, accanto a quelle più tecniche, va ricordato il suo impegno per divulgare, con autorevolezza e precisione, momenti importanti, ma dimenticati della vista istituzionale delle due Camere del Parlamento. Un impegno che si è concretizzato soprattutto in una serie di conversazioni radiofoniche, tra cui: La crisi Calabiana; L’assassinio del deputato Casalini nel 1924; La mozione di sfiducia dei liberali nella seduta del 3 gennaio 1925; La reiezione del Senato nel 1925 della prima riforma militare del fascismo; Il trasferimento della Camera a Venezia, la gestione commissariale del Senato del Regno; La Costituzione segreta di Umberto II, La seduta inaugurale della Consulta nazionale, Le copie originali e “ufficiose” della Costituzione del 1948; La ricostruzione dell’approvazione della “legge truffa” in Senato nel 1953; La prima donna (Cinciari Rodano) che presiedette la seduta di una Camera nel 1963; Le storie dei deputati Riccio (1975) e Canepa (1983).